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ALASKA in bicicletta. In viaggio da 5 giorni.

Vai alla sezione >>> On The Road <<< per seguire in tempo "reale" (o quasi!) quello che sta succedendo in viaggio.
Ci siamo, finalmente. (parte decima)
Ci siamo, finalmente. Nel senso della ripetizione del titolo del redazionale, c'è tutto quello che serve.
Dopo mesi d'attesa, un parto deciso e sofferto, l'avventura sta arrivando. Come promesso, è attiva la sezione messaggistica, come da link in testa alla pagina (On The Road). Un modo per starmi dietro ed io per tenervi aggiornati, regalarvi un po' di quello che starò facendo, dei miei pensieri e delle mie azioni. Lascerò lì, il mio ultimo messaggio prima di partire. Inoltre "O' Direttore" è prontissimo, direi che è tutto ok.
Ci sentiamo presto. Alla prossima.


Ultimi messaggi dalla sezione PARLIAMONE


Emozione senza tempo.
spedito da: Andrea
Data: sabato, 3 luglio 2010 - ore 20:9


Oggi si è ripetuto il rituale. Il recupero della bicicletta lasciata a Taurasi nelle sapienti mani di Antonio e Walter di Bicyclery. Ancora una volta per sistemarla prima della partenza; ancora una volta prima di un'avventura.
Quando l'ho vista sul cavalletto, con il frame anteriore per le borse montato con la solita intuizione artigianale dei due sopracitati, mi è presa un'emozione che spiego facile a me stesso e che voglio lasciare qui stasera. La prima volta risale al 1994 e da allora è sempre stato così: "gita" a Taurasi a recuperare il mezzo, chiacchiera con Walter e partenza col solito tramonto spaccacuore. L'adrenalina che ti indurisce i muscoli, l'emozione che ti afferra e la sensazione di qualcosa di grande che sta arrivando. Sempre così, tutto intatto. Certo, Mix non è più con me da anni ormai (ciclisticamente parlando intendo) ma ogni volta è come se fosse lì. Il tempo che passa, la vita che cambia abitudini e riflessioni e aspettative ma certe cose che restano ferme lì, senza modifica.
Walter è una di queste. Io sono l'altra. In mezzo una bicicletta, l'avventura e un'emozione senza tempo.

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La numero undici.
spedito da: Andrea
Data: giovedì, 10 giugno 2010 - ore 23:15



Stasera c'è un pensiero che non m'abbandona; s'è fissato lì e non si schioda.
E' la Dalton Highway, la strada numero 11 dell'Alaska. Sarà l'ultimo tratto del mio viaggio, da Fairbanks a Deadhorse.
Seicento chilometri di strada sterrata, con l'Atigun Pass a millecinquecento metri, temperature che anche a Ferragosto scendono fino ai 4/5 gradi e la pioggia che trasforma tutto in fango. Penso al vento forte che soffia da nord, freddo e che piega le resistenze, che sarà contro il mio senso di marcia; m'è già capitato altre volte, in Islanda, in Scozia, in Lapponia e perfino in Repubblica Ceca. Il vento che ti fa andare a dieci all'ora, che ti stronca dentro, ti frustra e ti piega. Penso ai soli tre punti di ristoro lungo questo percorso: Coldfoot, 13 abitanti al chilometro 280, Wiseman, 22 abitanti al km 300,8 e infine Deadhorse al km 666. In pratica, più di 350km finali di completo nulla. Il grande nord che si spalanca sulla tundra acquitrinosa con le delizie di cui sopra. Con la tenda piazzata veramente in mezzo ad un non-luogo, con animali a gironzolare attorno durante la notte e il cibo da razionare per evitare vuoti drammatici.
Stasera sono questi i pensieri. Anticipo una scena che viene fuori dallo studio delle guide e dei racconti trovati in giro: birra da Billy Backpackers a Fairbanks, la sera prima di partire per imboccare la Dalton Highway, tredici chilometri a nord; persone con cui scherzare prima del grande salto, volti che non rivedrò più nella mia vita probabilmente, io che saluto e mi addormento pieno di ansie da solitudine invocata. L'avventura, questa la parola che mi si infila nel cervello. I pensieri che mi voleranno nella testa, mentre come in un sogno che mi è dato di vivere in terra, io, fortunato uomo con questa missione, strizzo l'anima nell'atavico gesto della pedalata. Seduto, composto, riflessivo, presa raccolta, mentre le gambe girano e spingono e si sfibrano per portarmi oltre, verso la meta. Solo, nel taglio del grande nord.

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Prendere in prestito.
spedito da: Andrea
Data: lunedì, 31 maggio 2010 - ore 14:18


Non ti domandare
non c'è niente da sapere
è che a volte il silenzio ha il suo valore
perché tu sai
che quando non so cosa dire preferisco
stare ad ascoltare tanto è inutile spiegare
che ogni mio equilibrio è momentaneo
e la mia anima è veloce
un istante cambia forma alla mia mente
cambia forma alla mia mente.

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La macchina del tempo.
spedito da: Andrea
Data: lunedì, 24 maggio 2010 - ore 22:50


Ieri mattina sono tornato a Benevento in bicicletta rientrando poi per San Giorgio del Sannio.
Al di là del risultato d'allenamento, che può davvero interessare nessuno, sono qui a registrare un vero e proprio viaggio nel tempo. Non saprei dire quand'è stata l'ultima volta che ho compiuto questo percorso e per quale occasione poi, fattostà che so che lìho rifatto ieri, ancora una volta, con una riverenza che non mi sarei aspettato. Come se dovessi aver timore di rimanere piantato, senza fiducia nei miei mezzi su quegli ottanta chilometri di salitelle spaccaritmo e spaccagambe. E invece tutto ok, paura a mezzo tragitto con le gambe che sembravano di marmo dopodichè la vecchia magia che ritorna: tutto si scioglie, tutto si fluidifica e magicamente le gambe girano e girano e girano che pare non vogliano fermarsi più.
La mia emozione ha la forma dei tornanti asfaltati di San Nazzaro, dell'odore dell'erba a bordo strada, dei panorami della valle dell'Ufita e di una voglia incontrollata di ritornare a casa, di poter riprendere a sognare e vivere in mezzo alla terra che conosco bene, in mezzo alle persone care e a tutte una serie di memorie che non vogliono mollare per niente.
Che bella domenica che è stata. Come mi sono riallineato con mille ricordi. Che bello tornare a casa a San Tommaso come i vecchi tempi, anche se non c'era mia nonna ad aspettarmi. Perchè tanto so che è sempre con me; il mio compito e soltanto pedalare e portare a termine il tragitto, seduto sui pedali col fiato corto, a spingere il mezzo e me stesso su per le rampe irpine. Non devo preoccuparmi di nient'altro. Fino al ventisei di luglio s'intende. Fino all'inizio della grande avventura.
Volevo condividere questa stupida gioia; stupida come solo i sentimenti incomprensibili sanno essere.

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Con la faccia contro la pioggia (parte V).
spedito da: Andrea
Data: sabato, 8 maggio 2010 - ore 0:8


In questa notte si sollevano le nostaglie. Circondato dai Lifehouse che cantano di qualcosa di rotto, da libri che ho timore a leggere e percorsi da studiare e strade che mi fanno impressione soltanto a vederle su una carta geografica.
E sono nostalgie accusatorie, quasi ingiustificate, rubate a un senso corretto del vivere, come se non fossi autorizzato a provarle. 'Fanculo, dico io, perchè sono un essere umano che cerca di recuperare emotività, quella genuina e sincera, perduta chissà dove e chissà quando soprattutto. Per questo mi metto a ricordare, perchè mi servirà da guida quando mi andrò a perdere nel profondo nord ovest del mondo. Resto attonito da quanta anticipazione di grinta e volontà al massacro mi scorra in corpo. Ma questo non mi evita di avere una nostalgia di cose che ho perso e di cose che non ho ancora avuto.
Mi fa sorridere il pensiero di essere letto da qualcuno e soprattutto le reazioni che raccolto da queste poche righe che di tanto in tanto lascio su questa pagina. In realtà nessuno capisce davvero, perchè, in fondo, non capisco neanche io. E così sono già partito in realtà o, se proprio vogliamo essere precisi, sto già partendo. E il distacco è lento perchè lenta sarà l'andatura quando le pendenze prenderanno a mordere le gambe, a tirarmi giù con tutte le loro forze, a farmi desistere e fermare. In una parola, arrendermi.
Seee, sicuro, col cacchio dico io. E quanto cara venderò la pelle, in fondo lo devo alle mie nostalgie. Sono loro che mi fanno scendere in strada, loro che mi spingono. Che mi hanno sempre spinto.
Sto andando a stendermi su un letto umido di adrenalina. Non dormirò suppongo.

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E per la serie: quando credi di aver letto e visto e sentito tutto, ecco che spunta dall’angolo inesplorato la storia che ti sconvolge. Una volta ancora e di pi[...]


Montalbano stavolta diventa più crudo. Camilleri decide di calare il suo commissario in uno scenario molto più brutale e sordido di quanto non abbia mai fatto p[...]

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Notizie Sparse dalla sezione TRACCE


Data: lunedì, 10 maggio 2010 - ore 18:33
Alex in fiera.


Data: venerdì, 23 aprile 2010 - ore 17:35
Intervista ITV per Senza Fine.


Data: lunedì, 1 marzo 2010 - ore 17:16
Presentazione di Senza Fine, 6 marzo Avellino.


Data: martedì, 16 febbraio 2010 - ore 10:19
Presentazione di Senza Fine, 20 febbraio Bologna.

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