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Ci siamo, finalmente. (parte diciannovesima - 22maggio2015)
Sono passati un pò di mesi, pure troppi direi per un nuovo redazionale ma qua il tempo è sempre più scarso. Dunque si appropinqua il prossimo passaggio, stavolta in piena Asia, perchè questo continente ancora non mi aveva visto protagonista (guarda ONAir). Per il resto è tutto un prepararsi all'evento e con un occhio alle mappe ed uno alla vita "reale" che si fa sempre più imperscrutabile. Io cerco di fare del mio meglio ma pare che la cosa sia più difficile del previsto. In ogni modo, forse, anche questo spazio potrebbe subire dei cambiamenti. Ci sto lavorando ma con scarsi progressi. Prima o poi ci arriverò.
Nel frattempo, state sintonizzati. Vi voglio bene.


Ultimi messaggi dalla sezione PARLIAMONE

Un ragazzino.
spedito da: Andrea
Data: domenica, 3 aprile 2016 - ore 19:15


Si metteva dietro un muretto, un pilastro di un portico, dietro i vetri di un bar e aspettava. Ogni tanto gettava un'occhiata allo zaino con i libri dentro, giusto così per scongiurare un furto mentre che fosse rimasto assorto. Eh sì, perchè lei spuntava con grande puntualità, dal fondo della strada, circondata dalle sue amiche, un circolo di gioia nel quale lui non c'era e pensava di non poterci entrare mai. Quanta timidezza frammista alla paura del rifiuto, l'umiliazione ma anche la saliva che seccava in bocca e quel sapore metallico che aveva l'emozione, tanto che doveva deglutire per non rimanerci strozzato. Era innocente, nessuna sozzura a contaminare, di quelle che sarebbero arrivate poi; era tutto cuore in fibrillazione e pensieri dei più inflazionati, camminate infinite senza scopo alcuno che avere lei al fianco che lo teneva a centro di gravità del suo mondo, cose così, senza ulteriori pretese. Nessun orizzonte lungo, nessuna responsabilità in vista, tutto era congelato e sarebbe rimasto così, a quell'età da liceo e spensieratezza, con i drammi che avevano quella forma, una lei che non sapeva neanche che lui esistesse, tutto il mondo fuori una cosa piccola, insignificante Mi pare ancora di vederlo, quel ragazzino che si credeva già uomo, capelli spettinati, forma zero, sostanza a mille, occhi azzurri e cuore delicato. Butto sempre un occhio dietro un pilastro, un muretto o spero sempre di vederlo dietro la vetrina di un bar magari con una semplice bottiglietta d'acqua davanti ad aspettare. Ma niente, di quel ragazzino non c'è più traccia...

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Ancora di salvezza.
spedito da: Andrea
Data: giovedì, 31 marzo 2016 - ore 17:35


"Le passioni ci salveranno."
Punto.

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Impatto
spedito da: Andrea
Data: lunedì, 7 marzo 2016 - ore 22:19


Le persone impattano, il resto è dettaglio.
Si accartocciano, ruotano su se' stesse, sbandano, imprecano, cercano di mantenere il controllo. Alcune di loro non si fermano neanche a valutare i danni ma proseguono spediti per la loro strada sebbene compromesse. Altre invece si fermano ad argomentare, trovare ragioni, assegnare ruoli, cercare di comprendere, dare un senso, per poi decidere il da farsi.
Le più s-fortunate però, sono quelle che dopo l'impatto valutano soltanto chi ha avuto la peggio e decidono di dare un passaggio, una mano, lasciando lì il mezzo di quello più "sfortunato", per portarselo un po' con sè, farsi un pezzo di strada insieme, condividere, conoscersi e sfruttare un evento avverso per creare qualcosa di assolutamente contrario.

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Adesso
spedito da: Andrea
Data: mercoledì, 2 marzo 2016 - ore 9:5



Credevo che dopo Mancarsi di De Silva, raccontare l'amore in sintesi efficace, senza i fronzoli funzionali della letteratura moderna, sarebbe stata impresa pressoche' impossibile per qualunque altro scrittore. E invece mi sbagliavo (come su molte altre cose, perlaltro...) perche' ho "conosciuto" Chiara Gamberale. Ho comprato il libro perche' la sentivo in radio ogni tanto e la sua voce mi piaceva (cosi' accade per chi lavora in radio) e perche' la sinossi di Adesso mi ha procurato uno di quei taglietti impercettibili sulle dita di cui ti accorgi solo dopo ore - per il tratteggio rapido dei personaggi e la troppa vicinanza al sottoscritto per i tagli caratteriali (succede cosi' quando si decide di comprare un libro di un autore mai letto). Dopodiche' tutto e' successo sul treno ad alta velocita' Napoli-Milano: libro iniziato a Napoli Centrale e finito in un punto imprecisato della campagna tra Lodi e Rogoredo. Una terra rara la storia della Chiara, a tratti un manuale di psicologia, a volte senza pretese sullo sguardo al mondo dei sentimenti, poi di nuovo a fondo, giu' dove il dolore si genera e a volte stagna e poi di nuovo sparati su, oltre i significati, la filosofia, semplicemente la vita, quella vera e quotidiana; quella che potrebbe essere scritta su chiunque di noi. No, non e' un romanzo popolare, tutt'altro; ma se volete emozionarvi in segreto, protetti dagli sguardi corrosivi del mondo, con la pudicizia necessaria ad abbassare le barriere e sentirvi umani, allora leggete Adesso. Non passate oltre, vi perdereste un'occasione di quelle che contano.

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Gamberà...
spedito da: Andrea
Data: domenica, 28 febbraio 2016 - ore 22:51


"Gambera': eccheccazzo!..."
Commento prorotto del sottoscritto alla lettura di un passaggio del romanzo attualmente nelle sue mani, sul treno Italo alta velocita' tra Napoli e Milano.
Segue passaggio di cui sopra.
[...]
Ma poi, sul treno di ritorno da Milano a Roma, le era apparsa la sua vita degli ultimi anni - la sua vita, si'. Divisa in due colonne: vita professionale e vita privata. La colonna della vita professionale fioriva di avventure e soddisfazioni. Quella della vita privata era secca. Languiva nei falsi movimenti, negli infiniti giri a vuoto che avevano fatto da scia alla fine del suo matrimonio.
[...]

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Leggere Peppe Lanzetta non è mai esercizio banale. Ho fatto fuori stamattina "Sognando L'Avana", l'ultima sua opera e mi sono rovinato la giornata. I romanzi di[...]

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