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Ci siamo, finalmente. (parte diciannovesima - 22maggio2015)
Sono passati un pò di mesi, pure troppi direi per un nuovo redazionale ma qua il tempo è sempre più scarso. Dunque si appropinqua il prossimo passaggio, stavolta in piena Asia, perchè questo continente ancora non mi aveva visto protagonista (guarda ONAir). Per il resto è tutto un prepararsi all'evento e con un occhio alle mappe ed uno alla vita "reale" che si fa sempre più imperscrutabile. Io cerco di fare del mio meglio ma pare che la cosa sia più difficile del previsto. In ogni modo, forse, anche questo spazio potrebbe subire dei cambiamenti. Ci sto lavorando ma con scarsi progressi. Prima o poi ci arriverò.
Nel frattempo, state sintonizzati. Vi voglio bene.


Ultimi messaggi dalla sezione PARLIAMONE

Un morso dentro.
spedito da: Andrea
Data: martedì, 23 gennaio 2018 - ore 13:51


Sono stupito, in modo assolutamente straordinario, di questa incapacita’ nel gestire le malinconie di cui la vita ci omaggia a piu’ riprese e senza il benche’ minimo preavviso ovviamente, come quegli orrendi regali di Natale che si ricevono da parenti che manco si sapeva di avere. Lo spazio vitale che esse esigono, l’ipertrofia che manifestano in un osceno fagocitare il tutto (che resta) al di fuori di esse mi lascia basito; senza un’azione di contrasto da parte di forze amiche, come emozioni (potenzialmente) in dotazione a passioni all’apparenza invulnerabili a qualunque tentativo di sozzura del quotidiano, le malinconie di cui sopra si aggirano indisturbate e arroganti negli ambienti della nostra esistenza, caratterizzate da una scostumatezza che le rende odiose e per niente derubricabili a “romantico” e creativo passaggio obbligato per il raggiungimento di un mondo a colori e pieno di gioie potenti.
L’ebetaggine, piu’ che presunta, una certezza, con la quale spostiamo noi stessi negli spazi concreti, dovrebbe renderci edotti del potere tremendo che, sempre le malinconie di cui sopra, sono in grado di esercitare sulle nostre misere pianificazioni o improvvisazioni che riguardano il nostro futuro. Non si capisce se e’ necessario attendere che un vento immaginifico se le porti via chissa’ dove, un fenomeno trascendente il nostro volere, o tentare reazioni, nella maggior parte delle volte scomposte, a cio’ che loro imbastiscono per renderci passivi alla qualunque. E nel mentre dei nostri perniciosi attendismi, talvolta invece ristagnano, si annidano negli interstizi dell’anima, dove non ci arrivi a pulire, mutano, giacendo in quegli ingranaggi che non lubrifichi, raggiungendo forme di negatività superiore, come il dolore ad esempio.
La ferocia dell’assenza, cantava la Mannoia (o la spietatezza del senso di un non-ritorno, la Consoli), riferito alla persona in quel caso, nell’esaltazione di istinti da belve che agiscono per necessita’ profonde e non per logiche di rispetto (almeno non nella maggioranza delle volte), in quel tragico balletto del lascito, rappresentazione sempre cara ai romantici di cui sopra; persona che si fa metafora in realtà, della scomposizione e della inevitabile susseguente disgregazione di tutto quello che l’involucro umano reca in se’, nella straordinarietà della sua unicità, non contraffabile e pertanto inestimabile. E chi e’ davvero capace di accettare con aplomb reale e non di facciata, di perdere qualcosa che rappresenti un punto di accesso ad un livello di energia superiore, che permetta di dire, fare, anche solo pensare, azioni e gesti mai contemplati prima. Nessuno credo.
Le malinconie, quelle Malinconie, non sono altro che la polvere generata dalla disgregazione di cui sopra, talvolta macerie si direbbe, a fronte di un evento piu’ distruttivo, ma di quello si tratta, di una apparenza diversa di un tutto che prima era forma e sostanza vivente. E non serve aspirarla quella polvere, non esiste nulla di simile in questo caso, ma attendere che si posi, abbandonando quello stato di sospensione che ammorba l’ambiente, fin troppo delicato, dei nostri sentimenti.

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Auguri - fine anno 2017
spedito da: Andrea
Data: domenica, 31 dicembre 2017 - ore 19:26


Li facciamo gli auguri? Ma certo!
(premessa d'obbligo: chi scrive ha superato i quaranta...)

Senza stare a guardare il 2017, nessuna torsione del collo, dritti avanti, come un asteroide avanza nel vuoto cosmico.
E allora...
...mangiate di gusto, senza sensi di colpa, da soli o in compagnia ma mangiate e se ne avete in più, invitate qualcuno a sedere con voi…
...ascoltate sempre il cuore, che quello parla l’unica lingua che possiate capire senza che nessun altro debba spiegarvi…
...sorridete anche là dove gli altri piangono, maneggiando il rispetto in egual misura...
...datevi degli obiettivi, anche se alla fine non arrivate neanche a sfiorarli...
...senza casacche nè bandiere che certi valori non appartengono a nessuno se non all'universo, indignatevi ogni volta necessaria e sentitevi fieri della vostra onestà...
...fermatevi a piangere, se necessario, finchè ne avete...
...urlate e imprecate, se necessario, finchè non avete raggiunto il fondo…
...non mentite mai, piuttosto tacete la verità se necessario e no, non è la stessa cosa…
...dormite ogni volta che potete… ...rispettate la natura…
...agite per ciò che siete e non per il senso comune…
...non vergognatevi di abbracciare la paura, quando ogni altra opzione è andata esaurita...
...dite no, almeno quante volte dite sì…
…allontanate chi semina ottusamente buon senso, se la follia esiste è perché la natura non fa niente a caso… …chiedete scusa se avete sbagliato, l’orgoglio è una traversa che porta contro un muro…
…parlate alla gente e guardatela negli occhi quando lo fate, l’ “essere umani” trova in questo un senso assoluto…
…se fiutate un’emozione anche a chilometri, anche se nella direzione opposta al vostro senso di marcia, non esitate a raggiungerla…

E per finire, mi piacerebbe che ognuno di voi che legge, aggiungesse un suo pensiero come augurio personale. Mi farebbe immenso piacere (mi raccomando, nu faciti i sciem')
Jamm'bbell' jà!

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MonteFusco
spedito da: Andrea
Data: domenica, 24 dicembre 2017 - ore 19:9



Di nuovo qui, in questo posto, dopo anni, tanti; qui, dove molte cose sono iniziate e poi finite, in un perfetto anello che ho sempre ammirato con un fascino imperscrutabile. E adesso, di nuovo, inizio ancora, stavolta, però, senza finire... #belvedere #infinito #amore #ilTramite #acciaio #Stelbel #Irpinia #origini

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Corsi e ri-corsi.
spedito da: Andrea
Data: venerdì, 22 dicembre 2017 - ore 10:18


Eh no...che diavolo...un cerchio di auto-referenziazione che manco il più superbo dei superbi...e invece è la banalità dell'esistenza suppongo...
Ps: la vita resta comunque una gran "cosa" sia ben chiaro.

[...]
Lei si stranisce.
-Quindi, mi spieghi che stiamo facendo allora?- non c'è astio nella sua domanda, solo la volontà di capire, che qualcuno le faccia chiarezza. -Stiamo passando del tempo insieme, tutto qua. Non è quello che fanno le persone, in fondo?- dice lui, senza tradire la leggera malinconia di fondo che ricopre un persistente e solido desiderio fisico, di quelli che partono con un abbraccio, una carezza e finiscono in una unione animale senza accortezze.
Lei sente, sa che lui la vuole, ma non gli riconosce alcun privilegio in questa tensione perchè, in fondo, la reputa allo stesso livello di quelle che sperimenta ogni volta che qualcuno le dimostra interesse. Ed è proprio in questa incapacità di trovare un'emozione che vada oltre quell'appiattimento che conosce così bene, che risiede la sua noia e il suo disincanto. Ma d'un tratto comprende, si ammorbidisce.
-Hai ragione, in fondo, alle volte, condividere del tempo può essere sufficiente, piacevole.-
-Già- dice lui, sapendo di aver raggiunto il confine, quella linea rossa, neanche tanto sottile, più una zona d'ombra direbbe, oltre cui non gli sarebbe stato dato di andare, pena rovinare tutto (di qualunque tutto si parli) e scadere in un già visto e sentito insopportabile. Non più oramai.
[...]

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Resistenza
spedito da: Andrea
Data: martedì, 19 dicembre 2017 - ore 19:52


[...]
"Non dobbiamo mai smettere di parlare d'amore: è l'unica forma di resistenza che abbiamo, l'unica che renda sopportabile questo posto..."
[...]

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