Ultimi messaggi
dalla sezione PARLIAMONE
Questa persona.
spedito da: Andrea
Data: sabato, 3 marzo 2012 - ore 0:32
Devo scrivere due righe. Innanzitutto perchè questo è il primo post del 2012 e siamo a marzo!...secondo perchè qualcuno mi ha fatto notare che non sto più scrivendo e che questo è l'unico mezzo per sapere quello che faccio (lo ha detto sorridendo) e forse è vero pure. Con questa persona ho sempre avuto ed ho dialoghi surreali, sospesi, delicati e attenti ed è paradossale per quanti anni è che ci conosciamo. Ci sono distanze enormi tra me e questa persona ma ci si ritrova sempre con piacere a fare due chiacchiere. Dopodichè, registrando per l'ennesima volta un momento non proprio facile per questa persona, ho riflettuto sui suoi sorrisi, su come non perdesse mai la capacità di essere dalla parte calma della barricata, anche quando, come ha detto questa persona, ogni tanto arrivano le "tegole". Io non sono mai stato capace di essere altrettanto fermo nell'affrontare difficoltà e questo mi ha fatto apprezzare per una volta e ancora e di più questa persona, sebbene dall'altra parte della distanza. Così ho chiuso con un accenno di solidarietà neanche tanto velato per cercare un conforto di sprone che più di questo non poteva essere. E la risposta di questa persona è stata la più grande e delicata risposta che io abbia sperimentato da un po' di tempo a questa parte. Che ancora adesso se la rileggo non riesco a prendere equilibrio emotivo. Grandissima, questa persona. E benedetto sia il tempo che ci prolunga le sfide e ci fa viaggiare come non mai. Mi chiedo se l'abbia abbracciata abbastanza questa persona, lei che mi diceva che i miei abbracci erano diversi dagli altri abbracci, che c'era un "trasmissione" nel mio stringere. Voglio bene a questa persona, sebbene da questa parte della distanza, e anche se non riesco più a vederla e a sentirla come tanti anni fa, resta sempre un mistero sorprendente il potere che ha di modificare il mio umore e rendermi inveitabilmente un uomo migliore. Onore e grazia a questa persona.
commenti: 3
>>leggi i commenti...
|
>>commenta il messaggio...
Il sole a scacchi
spedito da: Samuel
Data: giovedì, 29 dicembre 2011 - ore 17:26
Finalmente mi hanno concesso internet. Sono due anni già qua dentro e per la pena che devo scontare non sono niente; tuttavia, ho avuto accesso ad un computer col quale posso comunicare con l'esterno per un tempo limitato, una ventina di minuti ogni tre giorni. Sono pochi ma meglio che niente. Ovviamente quello che scrivo è sottoposto al filtro di una commissione apposita qui dell'istituto; è un programma sperimentale ed io l'ho fatta veramente grossa percui è già un miracolo che io sia rientrato in questa opportunità. Comunque, la prima cosa che ho fatto è scovare questo blog; il tizio che lo gestisce, ha a che fare col motivo per il quale sono dentro. Questo me lo avevano detto alcuni detenuti che conoscono la mia storia e tutto il contorno. Ragion percui è a lui che sto scrivendo queste righe sperando che verranno pubblicate e non me le taglieranno (come credo). Mi chiamo Samuel Da Vinci e sono dentro per omicidio volontario multiplo. Mi tengono chiuso nel carcere di Bellizzi Irpino e probabilmente qualcuno di voi la mia storia la conosce già. Ho fatto fuori un'intera squadra di polizia che anni addietro aveva causato la morte dell'unica donna che io abbia mai amato in vita mia. Non avevo altra ossessione nella mia vita che il pensiero di lei e della soppressione violenta del nostro legame. Poi, è intervenuto un tizio di cui ho cercato notizie ma niente di interessante ho trovato, che mi ha messo sulla strada della vendetta, trovando in me terreno fertile per agire. Così, non ci ho pensato su due volte ed eccomi qua. Vi dico subito che non ho neanche un rimpianto, zero assoluto, non me ne frega più niente di niente. Nemmeno della mia vita. Ho tre pasti al giorno e mezz'ora d'aria più l'accesso libero alla palestra. Ho un fisico che pare m'abbia tirato fuori dal marmo Michelangelo e se penso come stavo combinato prima di finire qua dentro c'è da rifletterci sulla negatività del reato e della reclusione. Non mi interessa comportarmi in modo che mi allevino la pena perchè tanto non avverrà mai, neanche se mi spuntasse l'aureola sulla testa; ho falciato con un uzi cinque poliziotti, dubito che la giustizia italiana, che pure funziona a correnti alterne, possa avere un occhio di riguardo per il sottoscritto. Adesso guardo il cielo a scacchi da qua dentro, e sono anche fortunato che riesco a scorgere un accenno di Montevergine da questo lato del carcere. Ecco una cosa che mi manca, le passeggiate all'aria aperta di montagna e il sogno emozionale dell'amore attraverso i vicoli dei paesi remoti. Questa è l'unica cosa che rimpiango davvero, il resto può anche andare al diavolo. Non siete d'accordo? Perchè non venite a trovarmi durante l'orario di visita? Sono sicuro che avrei da raccontarvi belle cose sul senso della vita e dell'importanza dell'amore ed altrettanto della morte. Io marcirò qua dentro, ho fatto quello che dovevo fare. E voi invece? la fuori che si dice? Spero mi facciano passare il post, ci terrei davvero. Grazie mister de Gruttola per l'opporunità , grazie davvero. Se potesse, mi spedirebbe una risposta sul mio angelo della morte? In qualche modo sento di doverlo ringraziare. Davvero. Sono libero adesso anche se sembra un paradosso.
Alla prossima.
Samuel Da Vinci.
commenti: 0
>>leggi i commenti...
|
>>commenta il messaggio...
Message in a bottle (ma i Police non c'entrano).
spedito da: Andrea
Data: domenica, 6 novembre 2011 - ore 23:51
In serate come queste, complici situazioni private e pubbliche di grosso disagio, si fa un po' fatica a tenere la rotta come si fa di solito. Piove ininterrottamente da giorni e molte parti del paese sono letteralmente sotto assedio dalla natura che sta sentenziando contro l'arroganza umana e la sua prevaricazione. Io, dalla mia parte, scosto le tende e vedo un orizzonte umido che comunque non m'appartiene, una terra nella quale sono arrivato chiedendo permesso e facendomi ospite in luoghi che non m'hanno visto crescere. Si deve fare attenzione, in serate come queste, a prendere la tazza della bevanda calda che ci si aspetti renda il sonno più profondo di quanto non sia, dal giusto lato; devi concentrarti a sollevarla prima di abbracciarne con le labbra il bordo, perchè se stai dietro ai pensieri e provi a bere, certo che ti bruci la bocca senza dubbio. Sospiro cercando una dignità che sento lesa perfino a vedermi in una foto con un bimbo perchè mi sento come un ladro, a godere di un'innocenza come quella che ti porta la compagnia di un bimbo che altri hanno generato con sofferenza e sacrifici, mentre io ne prendo solo il buono: e cioè le risate e le feste e gli affetti per avergli dato da mangiare del latte da un biberon. Io, che faccio avvizzire anche le piante più belle in nome di chissà quale assurda dimensione sentimentale, io che non vedo alle volte un futuro condiviso anche quando questo bussa alla mia porta. Per questo guardo fuori e cerco di sondare il ritmo delle intemperie; come si piegano le cime degli alberi, come si corrugano le pozze d'acqua e come sbattono le persiane nei cassoni. Ma sento solo una gran frustrazione malata dalla mancanza di un affetto che ho lasciato per tentare di andare oltre, come al solito, mentre quell'oltre assomiglia sempre di più ad una linea immaginaria che resta tale proprio per non farsi attraversare. Ho riletto un pezzo della Simona Vinci sulla solitudine che mi ha stritolato il cuore, riletto fino all'incredula perfezione del verbo un passaggio di Shane Stevens che dovrebbe scrivere thriller e invece indaga la natura umana e ti fotografa senza che tu gli abbia chiesto il permesso. C'è una donna con la quale non posso più comunicare perchè "così va il mondo" ed è "così che deve andare" ed è per questo che posso solo scrivere tra queste righe; quella donna è là fuori che guarda altre intemperie, ben più grevi delle mie, alla quale vorrei dire che il silenzio non significa assenza nè oblio; che il silenzio alle volte è fatto con l'urlo del vento, che i luoghi restano sacri nella memoria e nulla viene buttato via nè barattato per un facile sollievo. A quella donna vorrei dire che i pomeriggi sono freddi come il marmo di una cattedrale e che niente sembra avere più colore o dolcezza; che l'aver ritrovato il tempo per "fare altro" non significa necessariamente la salvezza, ben che mai la libertà, meno ancora il frutto di una precisa volontà chiara e ristoratrice. L'umanità si è sempre retta sull'andare altalenante di ragione e sentimento e, che prevalga alle volte l'uno o l'altra, il risultato è un comportamento medio che trascende da percorsi puramente logici o da afflati altrettanto impulsivi. Vorrei dire a quella donna, che l'eco di un dolore e l'umido del pianto sono condanne di una giuria che fa il suo mestiere nelle umane vicende. Ma che non c'è un ordine insovvertibile se davvero ci si crede, che le solitudini non bastano a farsi innamorare nè le compagnie a dare forza e salvezza. Che per alcuni, la dannazione e la consapevolezza della propria natura non dovrebbe mai incontrarsi con chi ha il cuore puro, perchè la generosità e il darsi e la dolcezza, spesso non albergano in chi sogna la strada e percorsi dove perdersi senza la certezza di ritrovarsi. Vorrei dire a quella donna che io non dimentico, perchè non ha senso e non perchè non abbia a salvarmi nè redimermi; l'oblio non è mai stato scappatoia dai propri demoni, ma solo un tentativo perdente di aggirare i propri sentimenti e darsi prova di una forza che non tira fuori dai guai. Tutto ha un senso, niente trascina con sè l'annullamento della memoria. Sperimentare l'irreversibile dovrebbe avere a che fare solo con la morte, non con esseri umani ancora vivi che lottano per una vita migliore. E' davvero una serata difficile, con tutta la tazza in mano. Speriamo di rivedere le stelle al più presto. La pioggia e le nuvole hanno davvero stancato.
commenti: 0
>>leggi i commenti...
|
>>commenta il messaggio...
...
spedito da: Andrea
Data: sabato, 29 ottobre 2011 - ore 23:59
E che dovrei dire qualcosa ma proprio non ce la faccio stavolta. Ho riletto alcuni post e non credo possa essere più originale del passato;davvero no purtroppo.
Mi viene in mente il vetro, perfetto per conservare e proteggere eppure trasparente ma incredibilmente fragile. La materia che dura ma presa dal lato sbagliato va in mille pezzi. Questo è, e quanta banalità senza rispetto per il dolore, strapparsi di dosso una vita e continuare con la propria attraverso sentieri così ottusamente e ostinatamente bui come l'anima che ci portiamo dietro. C'era luce, ma ho voluto tornare al buio, sapendo il perché senza voler andare oltre. Per il momento. Che Dio o chi per lui, abbia pietà di me.
commenti: 0
>>leggi i commenti...
|
>>commenta il messaggio...
Cassiopea
spedito da: Andrea
Data: domenica, 18 settembre 2011 - ore 19:45
Ultimamente, mio malgrado, ho dovuto partecipare al dolore di persone a me care, per una volta ancora, colpite da una perdita dovuta al male incurabile per eccellenza, il cancro.
Riflettevo, durante una conversazione telefonica, sull’incredibile incidenza che tale malattia ha guadagnato negli ultimi decenni a discapito di un passato nel quale era considerata malattia rara.
Se ne dicono tante, i tempi sono cambiati, ci sono molte più "cose" negli alimenti, nell’aria che respiriamo etc etc.
Certamente, ma cose come quelle che si possono leggere nell’articolo che riporto in fondo a questo messaggio, sono una parte di quelle "cose" laddove la mancanza dell’immediatezza causa-effetto, le fa apparire come "cose" di bassa pericolosità o addirittura circoscritte ad un misero fazzoletto di terra.
Tenetevi le vostre convinzioni, nessuno dice il contrario, ma per favore, leggetevi l’articolo e guardatevi il video contrassegnato dal numero 3; i primi due sono tratti da un film, il terzo, purtroppo è roba vera.
vai a: Articolo Repubblica Cassiopea
Nietzsche discuteva sull’opportunità che, socialmente parlando, giunti ad un grado di equilibrio dinamico troppo teso e al limite, l’essenza profonda dell’essere umano, quella violenta ed esplosiva, venisse fuori a rasare tutto al suolo per poi permettere di ricominciare daccapo. Peccato che siamo ancora tanto lontani da quel punto di equilibrio…
commenti: 0
>>leggi i commenti...
|
>>commenta il messaggio...
>>Leggi tutti i messaggi...
|